Gianna Giachetti

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gianna giachetti teatro

Biografia

Tanto per precisare: mi chiamo GIANNA GIACHETTI con una C sola, e non come arbitrariamente qualcuno decide di mettermene Due. (Vedi Bagnomaria di e con Giorgio Panariello)

 

Fu l'anno 1935, sotto il Leone, che mi vide nascere. Davanti alla Stazione di Sesto Fiorentino. Al sesto miglio dalla colonna del Castrum Florentia. Terra Etrusca, che accolse nel '500 i Giachetti dietro ai Medici in fuga. (Costruttori di armi per tale famiglia, e detti Palleschi. Così mi disse un Giaco Giachetti.)

 

Nel 1937 a me è stato dato di rientrare a Firenze, innoqua fantolina, e da allora ne sono residente.Perché come il mio amico e collega Alfredo Bianchini sosteneva “quando aperti gi occhi s'è visto la Cupola del Brunelleschi non si va via.” Così prima ho abitato dal lato sinistro della Stazione di S.M.Novella, in via Guelfa (anche se preferivo i Ghibellini; e meglio ancora simpatizzo per i Ciompi), attualmente abito alla destra di detta Stazione, vicino all'Arno.

 

Con tutte queste stazioni è stato inevitabile prendere molti treni. Perché?

Fino alla fine della guerra venivo posteggiata, dall'ora di apertura a quella di cena, al cinema-varietà Rex, poi Apollo, (e forse tra poco un centro commerciale) a sorbirmi tutte le pellicole cinematografiche dell'adorato cugino di mio padre, Fosco Giachetti.

Tanto per precisare: nato a Sesto Fiorentino il 28 marzo 1900 in Piazza della Chiesa, davanti alla bellissima Pieve di San Martino (dove siamo stati Battezzati tutti), e non a Livorno come è scritto da qualche parte. Forse per la frequentazione degli stabilimenti cinematografici di Tirrenia, e per l'amicizia con Gioacchino Forzano. Ed è a Sesto che riposa dal 1974.

Al Rex ho visto nel varietà anche Alberto Rabagliati.

Dallo “zio” Fosco – così chiamato – e la “zia” Vera, attrice, sua moglie, ho avuto i racconti delle belle esperienze con Zacconi, Cialente, Tatiana Pavlova che invitò a fare spettacoli in Italia, dal Teatro d'Arte di Mosca, Nemirovič-Dančenko. Del padre di Vera, Angelo Calamai, ultimo Stenterello (maschera fiorentina) di cui conservo tanti vecchi copioni. Era inevitabile che fra treni a portata di mano e fantastiche narrazioni non toccasse questa avventura zingaresca anche a me.

 

Nel 1954 entro alla prestigiosa Accademia Nazionale d'Arte Drammatica selezionata dalla commissione presieduta proprio da Silvio D'Amico, suo fondatore. E che oggi ne porta il nome. Lì ho potuto godere di insigni Maestri, con i quali ho conseguito una buona formazione: Wanda Capodaglio, Jone Morino, A.M.Setaccioli, Raja Garoshi, la signora Mannucci, la signorina Rocca. Poi Orazio Costa, Sergio Tofano, Nerio Bernardi, Niccolò Gallo, Giorgio Bassani. Nel 1957 mi diplomo.

 

Tanto per precisare: perché questa velleità di esternare cose che non interessano nessuno? E' presto detto: talvolta il “mondo emergente”, nelle varie forme di spettacolo, sguarnito di conoscenza causa velocizzazione della vita? Mancanza di fonti? Forse. Può recarti imbarazzo per non dire offesa. Fra i vari incontri m'è anche successo di venire convocata a Roma per incontrare qualche regista. Può capitare che Costui ti affidi ad una volonterosa assistente, (con la follia nell'occhio, per quell'attimo di potere datole da una telecamerina in mano ) che fa inutili domande. Finché riappare Egli, frettoloso, garbatamente sorridente, per porre la fatidica domanda: “Ma lei signora Giachetti la sa fare la Commedia?” (S.R.) O può succedere anche che ti chiedano “mi faccia sentire come legge!” ALLORA:

 

AFFINCHE' SI EVITI DI FAR PERDERE TEMPO a me ed alla mia cara amica ed Agente CATERINA POLICARDI DI SARNO vado a dimostrare:

 

CURRICULUM PROFESSIONALE DI GIANNA GIACHETTI